Donna stressata davanti a un PC rotto
Oggi i PC sono alla portata di tutti, si acquistano al supermercato quasi come si fa con un tostapane.
Sono preconfigurati per funzionare appena tolti dalla scatola e si attivano velocemente, in meno di un’ora.
Allora come mai quando un PC dell’ufficio non ne vuole più sapere di accendersi, la cosa ci irrita così tanto?
Ci hai mai pensato?
Ci sono 3 paure che ci assalgono quando pensiamo a un pc rotto.
E ci sono altrettanti accorgimenti che puoi applicare per ridurne gli effetti nefasti.
Analizziamo la prima paura con un esempio.
Uno dei tuoi PC non si vuole più accendere.
Proprio ora, che mancano poche ore all’importante consegna che tutto l’ufficio aspetta da mesi.

Michelangelo: “Ragazzi, dov’è l’ultima versione della relazione finale? È ancora sul PC? Ne avete fatto una copia, spero.”
Donatello: “Ehm, non esattamente, chi poteva immaginare… Ma dai non disperare, te l’ho inviata proprio ieri via mail, mancano solo le ultime revisioni.”
M: “Ma come! Siamo già in ritardo così, accidenti. Va bene, quanto ti serve per rifare la revisione?”
D: “Dammi un paio d’ore e recuperiamo tutto il lavoro”

-Due ore dopo-

M: “Allora? Finito? Sei riuscito a fare tutte le revisioni?”
D: “Ehm, non ancora, manca poco. Ho dovuto lavorare sul computer di Raffaello, lui sta fermo, non aveva tutti i programmi, li ho dovuti installare. Poi mancava un’immagine da allegare, era solo sul mio computer, quindi ho dovuto rifarla. Ma fra un po’ finisco.”

-Un’ora più tardi-

D: “Ecco qua, relazione conclusa. Finalmente.”
M: “Meno male, siamo riusciti comunque a fare un buon lavoro, domani alla present… Orc! La presentazione!!! Anche quella è nel tuo computer… “

Un incubo.
Questa è la prima paura: il rischio di perdere dei dati importanti o il rischio che siano inaccessibili per molto tempo (finché il PC non viene riparato, ad esempio).
Potresti perdere dei dati di archivio, di cui sentirai la mancanza solo a distanza di tempo, quando ne avrai improvvisamente bisogno.
Infatti nei PC fisici, a differenza di quanto avviene con quelli virtuali, il software e i dati sono legati completamente all’hardware, quindi se l’hardware si rompe anche il software e i dati si perdono.
Insomma, se l’involucro si danneggia, anche il contenuto, ossia l’unica cosa che veramente conta, si perde.

Questa prima paura è fin troppo facile da individuare.
Meno evidenti sono invece la seconda e la terza paura, per loro natura più subdole, perché fanno leva sulla tua ansia in maniera inconscia.
Prima di condividere con te la seconda e la terza paura che ci assalgono quando pensiamo a un pc fermo, voglio dirti qual è l’accorgimento che puoi applicare per combattere la prima paura.

Probabilmente hai già adottato dei provvedimenti per combattere la prima paura, la più evidente.
Magari provvedimenti disordinati, provvisori, comunque sufficienti a tranquillizzarti che, se uno qualsiasi dei PC della tua organizzazione dovesse improvvisamente piantarti in asso, i dati e i programmi in esso contenuti sarebbero comunque a disposizione.
Non è così? Ti suggerisco una soluzione da applicare immediatamente per risolvere il problema.

(Immagine 1 – Alcuni esempi di NAS in commercio)


È un accorgimento davvero alla portata di tutti e applicabile in tre semplici passaggi:
1) Acquista un dispositivo NAS (dischi di rete, ad esempio Synology o QNap) con un disco sufficientemente ampio da contenere la somma di tutti i dati che vuoi salvare dai diversi computer. Le dimensioni più comuni vanno da 1TB a 4TB. (vedi immagine 1)
2) Collega il NAS alla tua rete locale e crea una cartella condivisa per ogni PC (vedi immagine 2)
3) Utilizza un tool di sincronizzazione automatica dei file per mantenere sul NAS una copia sempre aggiornata dei file di ciascun computer dell’ufficio. In questo modo ci saranno sempre due copie dei documenti, una sul NAS centrale e una sul computer dell’utente.

(Immagine 2 – Creazione delle cartelle condivise sul NAS)
NAS

Mentre il primo e il secondo passaggio sono abbastanza semplici (su internet esistono numerosi siti che trattano di NAS e di come creare cartelle condivise in rete), il terzo, quello del tool di sincronizzazione automatica, può risultare meno intuitivo.
Entro nel dettaglio di questo passaggio per fugare eventuali dubbi.

Innanzitutto Il tool che mi sento di consigliare è FreeFileSync (visita il sito di FreeFileSync), un software libero e gratuito che si distingue per semplicità e immediatezza d’uso.
FreeFileSync, installato su ogni PC di una rete locale, permette in pochi semplici passaggi di tenere sincronizzata una cartella di ogni utente sul NAS centrale.

(Immagine 3 – La schermata principale di FreeFileSync)
FFS01

Ecco i passaggi per configurare FreeFileSync su ogni computer dell’ufficio:
1) Installa il programma
2) Lancia l’icona verde FreeFileSync
3) Crea sul desktop una cartella DATI
4) Crea sul NAS di rete una cartella col nome dell’utente che usa quel computer (es: PAOLO)
5) Nel punto A sotto il tasto “Compara” (vedi immagine 3) trascina la cartella DATI appena creata
6) Nel punto B sotto il tasto “Sincronizza” trascina la cartella di rete PAOLO
7) Premi il tasto C “Salva come…” per salvare sul desktop questa configurazione, pronta all’uso
Da questo momento in poi, cliccando sull’icona salvata sul desktop potrai richiamare l’applicativo con le configurazioni appena impostate.
Premendo in sequenza i tasti COMPARA e SINCRONIZZA (vedi immagine 4) potrai mantenere allineate le due cartelle e riversare tutti i documenti che metterai nella cartella DATI sul Desktop con la cartella remota PAOLO nella tua rete.

(Immagine 4 – La sincronizzazione delle cartelle con FreeFileSync)
FFS02

Con questo piccolo accorgimento i dati saranno sempre almeno in due posti differenti, il computer dell’utente e il NAS di rete, facendoti dormire sonni più tranquilli anche nel caso in cui il tuo computer dia segni di cedimento.

Ora tutti i dati della tua organizzazione sono replicati su una cartella di rete e hai raggiunto un discreto grado di sicurezza nella salvaguardia del tuo lavoro.
Ma non è abbastanza. Potresti fare molto di più.

Se vuoi che la tua cartella sia davvero sicura, protetta, sottoposta costantemente a backup (con delle copie di sicurezza) e perché no, che supporti perfino la storicizzazione dei file (che mantenga cioè automaticamente le revisioni precedenti dei tuoi documenti) puoi dotarti di una delle tante soluzioni di backup a pagamento disponibili sul mercato.

Troppo complicato? Preferisci concentrarti sul tuo lavoro e dormire sonni tranquilli?
Allora è il momento di dotarti di un Server Qubica.
I Server Qubica sono in grado di offrirti tutto questo e di gestirlo al meglio, al posto tuo e in maniera trasparente.
Il computer fisico può anche disintegrarsi, ma i tuoi dati e i tuoi programmi saranno sempre al sicuro sulle macchine virtuali e sul tuo cloud privato.

Penso che questo articolo sia sufficientemente lungo e non voglio rubarti altro tempo.
Nel prossimo articolo esamineremo finalmente la seconda e la terza paura, quelle meno evidenti, e condividerò con te altrettanti accorgimenti per combatterle.
Nel frattempo, puoi sempre chiederci maggiori informazioni sui server Qubica attraverso il link qui sotto.

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