tastiera con tasto verde la cui pressione evita il software lento attraverso il riuso dell'hardware
Alzi la mano chi non ha mai abbandonato a malincuore uno smartphone in perfetto stato, non perché avesse smesso di funzionare, ma semplicemente perché il software è lento, reso inutilizzabile dagli ultimi aggiornamenti.

Ora pensate all’ultima volta in cui vi siete detti: “E’ arrivato il momento di cambiare il computer, lo trovo molto più lento di prima. Che peccato però, funziona, non mi ha mai dato noie e lo avevo pagato tanto…”

Non è un mistero che, al giorno d’oggi, il ciclo di vita dell’hardware sia di norma decisamente più lungo di quello del software. Allo stesso modo non serve essere un esperto del settore informatico o elettronico per comprendere che, nella stragrande maggioranza dei casi, nessuna delle nuove “supercazzole” introdotte dall’ultima blasonata versione del sistema operativo sarà per noi di alcuna utilità.

Ragionateci, sembra di essere tornati al tempo della Guerra Fredda, solo che al posto della corsa agli armamenti le battaglie si risolvono a colpi di “rilascio di versione” e “lancio dell’ultimo modello”.
Eppure, non saranno poi tutti matti quelli che con il computer ci lavorano davvero, quando dicono che i nostri dispositivi sono sufficientemente performanti così come sono, senza bisogno alcuno di dover cambiare, aggiornare, sostituire, modificare o potenziare alcunché, se non per assecondare i feroci obiettivi di vendita dei produttori di hardware e di sistemi operativi.
Ti sei mai chiesto come mai proprio gli addetti ai lavori siano di norma gli ultimi a sostituire il sistema operativo del proprio PC con uno più recente? È perché aspettano che tutti gli altri facciano da cavia, preferendo un sistema stabile a uno fiammante.
Prova ad esempio a cercare su google “windows 10 upgrade failed” e ti renderai conto di quanti utenti impavidi hanno dovuto interrompere il lavoro per occuparsi dei problemi del proprio PC.
Magari a ridosso di una scadenza. Chi lo sa?

Eppure i produttori di dispositivi elettronici rilasciano continuamente aggiornamenti che rallentano inutilmente i sistemi rendendoli di fatto inutilizzabili, con l’unico intento di costringere gli utenti a cambiarli anche quando non c’è bisogno.

Bene, da luglio in Francia questa pratica é considerata illegale.
I nostri cugini d’oltralpe hanno approvato la prima legge in Europa contro l’obsolescenza programmata, stabilendo che “Pianificare a tavolino la decadenza dei prodotti al fine di aumentarne il mercato è reato”.
http://www.bioecogeo.com/2015/08/28/e-waste-la-francia-e-la-prima-a-vietare-lobsolescenza-programmata.html
Il tema è molto sentito in tutta Europa e vedremo nei prossimi mesi se anche gli altri stati si muoveranno in tal senso.

Resta il fatto che l’unica cosa che possiamo fare é prendere coscienza di questo raggiro e imparare a difenderci da soli.

Se per un privato si tratta semplicemente di non farsi fregare, per l’ente pubblico informarsi e agire consapevolmente dovrebbe essere un dovere, uno scrupolo morale.
Fino ad ora riusare vecchio hardware ha richiesto dei compromessi: utilizzare vecchi sistemi operativi, passare a vecchie versioni di Linux, disporre di poca memoria, avere software lento, rinunciare ai programmi più recenti.

Ma oggi, grazie a un intranet engine basato sulla virtualizzazione, si possono migliorare le prestazioni dei sistemi informatici riutilizzando il vecchio hardware o passando a dispositivi a basso consumo energetico.

Sta bene la tua organizzazione, sta bene l’ambiente, risparmi.

Abbiamo creato Qubica proprio con quest’idea.
Con Qubica puoi riusare i vecchi PC senza rinunciare al software di ultima generazione.
Prima di comprare anche un solo PC, informati sull’alternativa.